| Ustica |
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Una caratteristica storica e poco simpatica di Ustica è quella di essere stata utilizzata per scopi punitivi, già i cartaginesi vi confinarono un manipolo di soldati mercenari ammutinati e li lasciarono al loro triste destino, tanto che i Greci chiamarono l’isola ossario. Anche in tempi recenti, all’epoca del Fascismo e fino al 1961 l’isola era utilizzata per il “confino” di personaggi indesiderati. Dopo l’abolizione del confino finalmente nacque l’interesse turistico per l’isola di Ustica, la ricchezza dei suoi fondali in termini di fauna e flora marina hanno fatto si che nel 1987 venisse istituita qui la prima riserva marina d’Italia. Da allora Ustica è considerata il paradiso dei sub, già a pochi metri di profondità è possibile ammirare le specie marine mediterranee e le sconfinate praterie di Posidonia oceanica di vitale importanza per l’ecosistema vista la sua proprietà di produrre ossigeno.
Anche in superficie e per chi non ama le immersioni Ustica offre con le sue coste frastagliate scorci suggestivi e grotte nelle quali si può accedere con piccole imbarcazioni. Gli accessi al mare da terra sono agevoli e di grande bellezza come la particolare “piscina naturale”, nei pressi del faro di Punta Spalmatore continuamente alimentata da un passaggio subacqueo che mantiene sempre limpida e cristallina l’acqua, Cala Sidoti con la sua baia di ciottoli e dove vengono organizzate nel periodo estivo visite guidate lungo un sentiero subacqueo. Sempre a Punta Spalmatore ha sede l’acquario di Ustica, da visitare per osservare da vicino tutte le specie marine del mediterraneo classificate in base alla profondità a cui vivono.
L’isola di Ustica è raggiungibile a mezzo traghetto o aliscafo dal porto di Palermo, sospeso al momento il collegamento diretto da Napoli. |