| Costa agrigentina |
|
|
Eraclea Minoa infatti ne è uno splendido esempio. Situata in cima a Capo Bianco, promontorio che forma una piccola protuberanza della costa tra Sciacca ed Agrigento, Eraclea Minoa è un gioiello incastonato tra le sue bianche ed abbaglianti rocce. Ad Eraclea infatti sono presenti i resti di un’antica colonia fondata da coloni greci di Selinunte. I resti di quest’antica civiltà, fondata nel VI sec. a.C., ed il cui momento di maggiore floridezza economica e culturale fu intorno al IV sec., sono situati sopra una collina a strapiombo sul mare. Visitando Eraclea Minoa infatti , il turista avrà l’opportunità di godere di un panorama mozzafiato sulle bianche scogliere di marna (roccia costituita da calcare ed argilla) modellate dal vento che danno il nome allo stesso Capo Bianco. Ma potrà allo stesso tempo abbracciare con uno sguardo la rigogliosa vegetazione che ricopre le zone circostanti, le lunghe spiagge bianche che si sviluppano a perdita d’occhio, nonché il mare turchese e sconfinato.
Dopo la visita alle rovine di Eraclea Minoa il turista potrà comunque deliziarsi di un bagno nel mare incontaminato di queste coste. Infatti proseguendo in direzione di Agrigento, verso Siculiana, si potrà visitare la Riserva Naturale orientata del WWF di Torre Salsa. La riserva prende il nome da una vecchia torre d’avvistamento presente in quest’oasi. La riserva si estende per 761,62 ettari e consente l’accesso, tramite strade sterrate (percorribili con le automobili), ad una spiaggia lunghissima e quasi selvaggia. Fare un bagno in un mare limpidissimo con lo sguardo posato sulla ricca vegetazione che si alterna alle dune di sabbia ed alle scogliere bianche di marna, è uno spettacolo irripetibile. Passeggiando sulla battigia si potranno osservare le impronte lasciate dai gabbiani che qui la fanno da padrone. Se si ha voglia di immergersi completamente nella natura si potranno effettuare visite guidate in riserva alla scoperta della flora e della fauna del luogo. Talvolta infatti nelle spiagge di Torre Salsa fa visita anche la tartaruga marina (Caretta caretta) per deporre le uova.
E la zona della Scala dei Turchi, un tempo chiamata “Punta di Majata” , rappresentava il posto ideale dove effettuare lo sbarco. E’ infatti un tratto di costa riparato dalle intemperie e protetto da occhi indiscreti. Si narra che intorno al 1800 i pirati dovettero desistere dai loro saccheggi in queste zone, poiché gli abitanti di Marina di Girgenti (oggi Porto Empedocle) si organizzarono e si scontrarono con i pirati (dai siciliani più coloritamente detti turchi) fino a vincere lo scontro.
La Scala dei Turchi è una scogliera di marna bianca, dalle forme ammorbidite dalle erosioni degli eventi atmosferici, che la rendono simile alla neve. Quando il sole è a picco su queste scogliere esse letteralmente abbagliano l’osservatore, ed aumentano il contrasto con il blu del mare con cui le rocce si abbracciano. Una curiosità: volendo si possono sciogliere in acqua piccoli pezzi di marna per realizzare un fango terapeutico da spalmare sulla pelle.
Foto realizzate e concesse cortesemente da Gabriele Amodeo |

Costa agrigentina 
La zona costiera sud-occidentale della Sicilia è molto suggestiva e soddisfa le esigenze sia di chi cerca splendide spiagge e mare limpido e di un azzurro intenso, sia quelle di chi vuole visitare storici siti archeologici.
Gli scavi per riportare alla luce i resti di quest’antica civiltà sono stati intrapresi relativamente di recente, ovvero intorno al 1951, ed hanno riportato alla luce un teatro, somigliante a quelli di Atene e
Ma se il turista non fosse ancora soddisfatto, proseguendo ancora in direzione di 




