LA SICILIA SOMMERSA
Una antica leggenda siciliana narra di un giovane di nome Nicola, detto Colapesce per la sua bravura e capacità di immergersi a lungo in mare. Messo alla prova dall’imperatore Federico II in ripetute immersioni si accorse che la Sicilia poggiava su tre colonne una delle quali pericolante, decise di immolarsi e reggere la terza colonna consentendo così all’isola di rimanere emersa.
Leggenda e fantasia a parte, immergersi nei fondali delle coste siciliane è una esperienza unica, che consente di entrare a contatto con una moltitudine di varietà di pesci, pinneggiare sopra enormi praterie di posidonia o ammirare da vicino le variopinte gorgonie.
In Sicilia è stata istituita la prima riserva marina d’Italia nell’isola tirrenica di Ustica per preservarne la ricchezza dei suoi fondali di origine vulcanica e consentire a chiunque di godere di questo patrimonio donatoci dalla natura.
Dopo Ustica, sono sorte numerose altre riserve marine, nelle isole Egadi, nell’arcipelago delle Pelagie, lungo un tratto di costa a Palermo con la riserva di Capo Gallo, nel catanese con la riserva delle Isole Ciclopi e l’area protetta del Plemmiro nel siracusano. Oltre le riserve comunque, qualsiasi tratto delle coste siciliane offre siti di immersione eccezionali e spesso è possibile visitare relitti e resti archeologici.
Il modo migliore e più sicuro per godere degli spettacoli dei fondali marini è senz’altro quello di affidarsi ai centri diving presenti nelle principali località marinare. Un po’ ovunque vengono organizzate immersioni guidate lungo itinerari di interesse naturalistico e archeologico. E’ possibile noleggiare le attrezzature necessarie all’immersione e se non lo si possiede è possibile conseguire anche il brevetto seguendo corsi svolti da istruttori certificati e qualificati.
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